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Vari raggruppamenti d’artisti imposero nomi diversi al nuovo stile nel proprio paese: a Monaco attorno all’influente giornale “Jugend” si formò lo Jugendstil, a Vienna “Sezession” ad indicare un gruppo d’artisti (fra loro Gustav Klimt e gli architetti Olbrich e Wagner) che si staccava dal più conservativo “Künstlerhaus”. Notevole influenza e seguito questo stile lo ebbe in Francia (Lalique, Grasset, Guimard etc.), Regno Unito (Mackintosh, Mackmurdo), Germania e Austria, Belgio (Horta, van de Velde), in Olanda, Spagna (Gaudi), Stati Uniti (Sullivan, Tiffany) ed in Italia dove la denominazione “Liberty” deriva da un negozio inglese molto in voga, specializzato nella vendita di manufatti artigianali inglesi e di prodotti esotici. Non c’è una derivazione comune nello stile “Liberty”. Il crescente nazionalismo di quegli anni fece sì che ogni nazione cercasse la propria: il Rococò in Francia, l’arte celtica in Scozia, la geometria in Austria ecc.. Con nomi diversi e diverse origini questo stile ritrovò forse una propria coerenza nel periodo di declino, (primi Novecento) data dal ricorrente e comune ricorso alle forme della natura, alle linee curve, al rifarsi all’arte Giapponese.
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